mercoledì 25 novembre 2015

Fine del Carbone in UK: Dalla Rivoluzione Industriale al 2025


L’Addio al Carbone nel Regno Unito: La Fine di un’Era e la Transizione verso il 2025

Il carbone non è stato solo un combustibile per la Gran Bretagna; è stato il DNA della nazione. È l'elemento che ha alimentato le macchine a vapore di James Watt e ha permesso al Regno Unito di diventare la culla della Rivoluzione Industriale alla fine del XVIII secolo. Tuttavia, dopo oltre due secoli di dominio, la parabola del "re carbone" è giunta al termine.

Dal Primato Industriale alla Crisi delle Miniere

La storia d'amore tra la Gran Bretagna e il carbone ha radici profonde. Grazie a enormi giacimenti facilmente accessibili, il Paese ha guidato l'espansione economica europea per tutto l'Ottocento. Ma ciò che un tempo era un vantaggio competitivo è diventato, col tempo, un fardello ambientale.

Il declino è iniziato drasticamente negli anni '80, un decennio segnato da forti tensioni sociali e dalla chiusura sistematica di molti siti estrattivi. Recentemente, la chiusura dell'ultima miniera carbonifera profonda ha messo il sigillo definitivo su un'epoca produttiva che non riusciva più a reggere il confronto con le nuove dinamiche di mercato e con la crescente sensibilità ecologica.

Gli Obiettivi di Decarbonizzazione: Il 2025 come Traguardo

Il governo britannico ha intrapreso un percorso di decarbonizzazione tra i più ambiziosi al mondo. Sebbene in passato il carbone rappresentasse oltre il 30% della produzione elettrica nazionale, le politiche energetiche dell'ultimo decennio hanno impresso un'accelerazione senza precedenti.

  • Il Target 2023: Una riduzione drastica della dipendenza per stabilizzare la rete elettrica su fonti meno inquinanti.

  • La chiusura definitiva (2025): Entro la fine del 2025, il Regno Unito spegnerà l'ultima centrale elettrica a carbone rimasta attiva (Ratcliffe-on-Soar), diventando una delle prime grandi economie mondiali a eliminare completamente questo combustibile dalla generazione di energia.

Perché il Carbone è diventato "Anti-economico"?

Non è stata solo la pressione degli ambientalisti a decretare la fine del carbone, ma anche il mercato. Oggi, produrre energia dal carbone è diventato estremamente costoso per tre motivi principali:

  1. Tasse sulle emissioni: Le quote di CO2 sono sempre più care per chi utilizza combustibili fossili.

  2. Manutenzione: Le centrali a carbone sono vecchie e richiedono investimenti massicci per restare in sicurezza.

  3. Concorrenza del Gas e del Green: L'abbassamento dei costi dell'eolico (specialmente l'offshore britannico) e del fotovoltaico ha reso il carbone fuori mercato.

L'Opinione di WWF e Greenpeace e il Caso Italia

Le grandi organizzazioni internazionali come WWF e Greenpeace hanno accolto con entusiasmo la strategia di Londra, definendola un esempio di leadership climatica. Tuttavia, il monito degli ambientalisti si sposta ora sul resto d'Europa, e in particolare sull'Italia.

Nel nostro Paese, il carbone genera circa il 13,5% dell'energia elettrica, una quota significativamente inferiore rispetto ai picchi storici britannici, ma ancora troppo alta per gli obiettivi di Parigi. La sfida per l'Italia è ora quella di seguire l'esempio inglese, accelerando il phase-out delle proprie centrali per favorire una transizione energetica basata su idrogeno verde, solare ed eolico.

Tabella Comparativa: Regno Unito vs Italia

IndicatoreRegno UnitoItalia
Ruolo StoricoCulla della Rivoluzione Industriale (XVIII sec.)Utilizzo tardivo e meno intensivo
Quota Carbone nel Mix (2024)< 1%~ 1,5%
Data Chiusura Ultima CentraleSettembre 2024 (Ratcliffe-on-Soar)2038 (Previsione aggiornata)
Status StrategicoPhase-out completato (G7 leader)Rinvio del termine originale (dal 2025 al 2038)
Focus Energetico AttualeEolico Offshore e NucleareFotovoltaico e Gas Naturale
Principali OstacoliGestione della stabilità di reteDipendenza dal gas e burocrazia rinnovabili

Analisi del Confronto

1. Il primato del Regno Unito

Il Regno Unito è ufficialmente diventato il primo Paese del G7 a rinunciare completamente al carbone per la produzione di energia elettrica nel settembre 2024. Questo traguardo ha un valore simbolico immenso: la nazione che ha dato il via all'era dei combustibili fossili è la stessa che ne ha decretato per prima la fine.

2. Il caso Italia: perché il rinvio al 2038?

A differenza del Regno Unito, l'Italia ha recentemente aggiornato i propri piani di phase-out. Sebbene la chiusura delle centrali a carbone fosse originariamente prevista per il 2025, decisioni governative recenti (2025/2026) hanno spostato l'orizzonte temporale al 2038, citando la necessità di garantire la sicurezza energetica nazionale durante la transizione verso il nucleare di nuova generazione e le rinnovabili.

3. Impatto Ambientale e Sociale

Entrambi i Paesi affrontano la sfida della riconversione delle aree industriali:

  • In Gran Bretagna, le vecchie centrali vengono spesso trasformate in hub per lo stoccaggio di energia tramite batterie giganti.

  • In Italia, il dibattito è acceso sulla riconversione delle centrali di Civitavecchia e Brindisi, dove WWF e Greenpeace chiedono investimenti massicci in parchi eolici offshore anziché nuove infrastrutture a gas.


Conclusione: Un Futuro Oltre il Fossile

L'abbandono del carbone da parte della nazione che l'ha "inventato" come motore del mondo ha un valore simbolico enorme. Dimostra che la transizione energetica non è solo necessaria per il pianeta, ma è anche il passo logico per un'economia moderna che guarda al futuro e alla salute dei propri cittadini.

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