Il ritorno della caccia alle balene: tra tradizione asiatica e divieti internazionali
La caccia alla balena ha radici profonde nella storia economica globale. Durante il XIX secolo, ha vissuto il suo periodo di massimo splendore: l'olio di balena era una risorsa energetica primaria, utilizzata per l'illuminazione pubblica e privata prima della diffusione dell'elettricità.
Con l'avvento della corrente elettrica, l'interesse commerciale per i cetacei è crollato in Occidente, sopravvivendo quasi esclusivamente nel mercato asiatico. In paesi come il Giappone, infatti, la carne di balena è ancora oggi considerata la base per pietanze prelibate e parte della cultura gastronomica locale.
La sfida del Giappone alla Corte dell'Aja
Nonostante il drastico calo della popolazione di cetacei abbia spinto molti Stati ad abbandonare questa pratica, il Giappone ha recentemente confermato la riapertura della caccia nelle acque dell'Antartico.
Questa decisione si pone in aperto contrasto con la Corte di Giustizia dell'Aja, che nel marzo del 2014 aveva emesso una sentenza di diffida contro il governo nipponico. Il divieto mirava a fermare il prelievo di esemplari in aree protette, ma la tregua è durata poco.
La "Caccia Scientifica": un espediente per aggirare la moratoria?
Il Governo giapponese ha ufficializzato, tramite una nota alla Commissione Baleniera Internazionale (IWC), un piano che prevede l'uccisione di 4.000 balene in 12 anni.
Per giustificare queste operazioni e aggirare la moratoria mondiale in vigore da anni, Tokyo utilizza la clausola della "ricerca scientifica". Secondo le autorità giapponesi, l'uccisione dei cetacei è necessaria per studiarne le abitudini alimentari e la salute della popolazione, sebbene la comunità scientifica internazionale ritenga che tali dati possano essere raccolti con metodi non letali.
Tabella: Cronologia e numeri della caccia alle balene
| Periodo / Data | Evento Chiave | Impatto sulla popolazione |
| XIX Secolo | Picco della caccia industriale | Drastica riduzione delle balene blu e balenottere |
| Anni '80 | Moratoria Internazionale IWC | Divieto globale della caccia commerciale |
| Marzo 2014 | Sentenza Corte dell'Aja | Sospensione temporanea della flotta giapponese |
| Piano 2016-2028 | Programma "NEWREP-A" | Obiettivo: 4.000 esemplari in 12 anni |
Domande Frequenti (FAQ)
Perché il Giappone continua a cacciare le balene?
Il Giappone cita ragioni di ricerca scientifica e tradizione culturale. La carne ottenuta dalle balene cacciate "per ricerca" finisce regolarmente sui mercati e nei ristoranti, alimentando un settore commerciale interno.
Cos'è la moratoria della Commissione Baleniera Internazionale?
È un accordo globale entrato in vigore nel 1986 che vieta la caccia commerciale alle balene per permettere alle popolazioni di cetacei di rigenerarsi. Alcuni paesi usano deroghe per "scopi scientifici" o "caccia di sussistenza".
Quali sono i rischi per l'ecosistema antartico?
Le balene sono fondamentali per il ciclo dei nutrienti oceanici. La loro rimozione danneggia la catena alimentare, influenzando la presenza di krill e la capacità dell'oceano di assorbire CO2.
Conclusione: un futuro incerto per i giganti del mare
La ripresa della caccia in Antartico, programmata solitamente con l'inizio dell'estate australe a dicembre, resta un punto di forte tensione diplomatica tra il Giappone e le nazioni conservazioniste come l'Australia e la Nuova Zelanda. La pressione internazionale e il calo del consumo interno di carne di balena rimangono le uniche variabili che potrebbero fermare definitivamente le baleniere.
