Ferrovie in Italia: la crisi delle linee pendolari tra degrado e rincari
Storicamente, la ferrovia ha rappresentato il motore dello sviluppo per nazioni vaste come gli Stati Uniti e la Russia, ma anche per l'Europa e l'Italia. Tuttavia, con l'avvento della mobilità di massa su gomma, il sistema ferroviario regionale italiano ha iniziato a mostrare profonde crepe, con differenze marcate tra le diverse aree del Paese.
Ma quali sono, oggi, le tratte che causano più disagi ai viaggiatori? Il rapporto di Legambiente "Pendolaria" traccia un quadro impietoso della situazione.
La classifica delle 10 peggiori linee ferroviarie italiane
Secondo le rilevazioni, alcune tratte spiccano per inefficienza, ritardi e scarsa qualità del servizio. Ecco le linee "maglia nera" in Italia:
Roma-Lido: Costantemente in cima per disservizi.
Chiasso-Rho: Nodo critico per i pendolari lombardi.
Messina-Catania-Siracusa: Emblema delle difficoltà infrastrutturali siciliane.
Genova-Acqui Terme: Una tratta ligure-piemontese complessa.
Circumvesuviana: Fondamentale per la Campania, ma segnata dal degrado.
Reggio Calabria-Taranto: La dorsale jonica spesso dimenticata.
Verona-Rovigo: Tra le più critiche del Veneto.
Taranto-Potenza-Salerno: Collegamento est-ovest con scarsi investimenti.
Novara-Varallo: Linea piemontese con fortissimi tagli.
Orte-Foligno-Fabriano: Tratto appenninico con treni inadeguati.
Treni vecchi e tagli al servizio: i numeri del collasso
Il problema principale risiede nel parco rotabile. In Italia circolano circa 3.300 treni regionali con un'età media preoccupante di 18,6 anni. Un dato ancora più allarmante indica che l'84,7% dei convogli ha superato i 20 anni di servizio.
Il record negativo: L'Abruzzo detiene la flotta più vecchia d'Italia, con un'età media dei treni di 28,3 anni.
I tagli: Dal 2010 il servizio regionale ha subito una riduzione media del 6,5%, con picchi drammatici in Calabria (-26%), Basilicata (-19%) e Campania (-15%).
Il paradosso dei prezzi: meno servizi, biglietti più cari
A fronte di treni più vecchi e meno corse, i pendolari devono affrontare costi sempre più alti. Gli aumenti tariffari hanno colpito duramente diverse regioni:
Piemonte: +47% (Record assoluto di rincari).
Liguria: +41%.
Abruzzo e Umbria: +25%.
Il divario ferroviario: Nord e Sud a confronto
L'analisi dei dati regionali rivela un'Italia a due velocità. Mentre alcune regioni del Nord e del Centro hanno investito nel rinnovo della flotta (nonostante i rincari dei biglietti), molte aree del Sud e del Centro Adriatico soffrono per un parco treni obsoleto e una drastica riduzione dei collegamenti giornalieri.
Tabella Comparativa: Efficienza e Investimenti Regionali
| Regione / Area | Età Media Treni (Anni) | Tagli al Servizio (dal 2010) | Aumento Costo Biglietti | Stato delle Infrastrutture |
| Piemonte | 16,4 | - 5,5% | + 47% | Discreta / Tagli su linee secondarie |
| Lombardia | 17,2 | + 1,2% (in controtendenza) | + 18% | Alta densità / Nodi critici |
| Abruzzo | 28,3 (La più alta) | - 8,2% | + 25% | Carenza di elettrificazione |
| Campania | 19,8 | - 15,0% | + 21% | Grave degrado linee suburbane |
| Calabria | 21,5 | - 26,0% | + 15% | Rete Jonica obsoleta |
| Sicilia | 18,9 | - 12,0% | + 7% | Prevalenza binario unico |
Analisi del divario
Investimenti vs Costi: Il Piemonte rappresenta un caso limite: a fronte di un'età media dei treni non eccessiva, i pendolari hanno subito il rincaro dei biglietti più alto d'Italia (+47%) associato a tagli su diverse linee locali.
L'emergenza Sud: In regioni come Calabria e Basilicata, il taglio delle corse superiore al 20% ha reso il treno un mezzo di trasporto inaffidabile per lavoratori e studenti, spingendo molti verso l'uso dell'auto privata.
Il caso Abruzzo: Con treni che sfiorano i 30 anni di età media, l'Abruzzo è la regione che necessita del piano di rinnovo più urgente per garantire standard minimi di sicurezza e comfort.
Bonus: 3 consigli per i pendolari delle linee "critiche"
Monitoraggio costante: Utilizza app come ViaggiaTreno o i canali Telegram dedicati alla tua linea per ricevere avvisi in tempo reale.
Bonus Trasporti e Rimborsi: Informati sulle modalità di richiesta indennizzo per ritardi superiori ai 60 minuti o per la soppressione di corse, previste dai contratti di servizio regionali.
Associazioni Pendolari: Unisciti ai comitati locali. La pressione mediatica e politica dei gruppi di pendolari è spesso l'unico modo per ottenere il ripristino di corse tagliate o la pulizia dei convogli.
Conclusione
Il monitoraggio di Legambiente e i dati regionali parlano chiaro: la mobilità su ferro in Italia vive un paradosso. Se da un lato l'Alta Velocità è un fiore all'occhiello mondiale, il trasporto regionale resta il "fratello povero", con milioni di persone costrette a viaggiare su treni vecchi di vent'anni e a pagare biglietti sempre più cari per un servizio che, in molte regioni, sta scomparendo.
Domande Frequenti (FAQ)
Qual è la linea ferroviaria peggiore d'Italia?
La Roma-Lido è spesso classificata come la peggiore a causa della frequenza insufficiente, del degrado delle stazioni e dell'anzianità dei convogli.
Perché i treni regionali in Italia sono spesso in ritardo?
Le cause principali sono l'età avanzata dei treni (molti superano i 20 anni), la scarsa manutenzione della rete a binario unico in molte zone del Sud e i tagli ai finanziamenti regionali.
Quali regioni hanno subito i tagli maggiori ai treni?
La Calabria è la regione più colpita con un taglio del 26% dei servizi, seguita da Basilicata e Campania.
